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Storia

La Storia dell'Islanda

Suo primi insediamenti umani nei territori dell'Islanda, esistono ancora dei dubbi; due sono le teorie più accreditate. Si sa per certo che l'isola venne inizialmente abitata da monaci irlandesi che, a partire dal IX secolo, l'avrebbero scelta come meta per il loro eremitaggio; i dubbi e le due diverse teorie, sorgono invece riguardo il secolo successivo. Sarebbero infatti state ritrovate delle monete romane ed alcuni pezzi di vasellame risalenti al III secolo a.C. La prima teoria, attribuirebbe la presenza di questi reperti alla frequentazione dell'isola da parte delle popolazioni romanizzate delle isole britanniche; oppure, agli stessi romani che avrebbero raggiunto l'Islanda a bordo delle loro navi. Altra teoria è invece quella che sostiene che furono i gaelici, in fuga dai romani, a portare sull'isola monete e manufatti di origine romana.

La vera e propria civiltà islandese, fu però opera delle popolazioni scandinave che pianificarono la colonizzazione del territorio islandese e a cui fece seguito la fondazione dell'attuale capitale di stato, Reykjaìk, e la conseguente colonizzazione di tutto il territorio sud-occidentale.
A seguito dei vichinghi, arrivarono, ovviamente, anche gli schiavi celti strappati alle loro terre natie della Bretagna.
Sorprendente, è comunque la grande capacità organizzativa e la civiltà di queste popolazioni che, nel 920, istituirono la Althing, la più antica assemblea legislativa d'Europa, che, per secoli, grazie alla conseguente presenza di leggi proprie, rese superflua l'istituzione di un potere monarchico.
Purtroppo però, queste leggi non erano di tipo scritto, bensì venivano tramandate oralmente da un oratore della legge che veniva scelto appositamente per ricoprire questo ruolo. Poi, dobbiamo ricordare che, mentre il potere giudiziario e quello legislativo erano ben suddivisi in corti apposite, il potere esecutivo non disponeva di un organo addetto alla sua gestione; il che portava a numerose faide familiari da cui gli scrittori traevano grande ispirazione per i propri racconti.

Le vere influenze da parte del mondo europeo non si fecero però attendere molto: i popoli islandesi, di religione pagana, furono così spinti alla conversione verso il Cristianesimo che, nell'anno 1000, per scongiurare le inevitabili guerre civili tra neocristiani e pagani, divenne la religione ufficiale dello stato anche se ai pagani non fu impedito di professare la propria fede.
Tuttavia, le statue raffiguranti gli antichi Dei, vennero gettate in una spettacolare cascata che prese quindi il nome di Godafoss: la cascata degli dei.
Nei secoli successivi, la pacifica Islanda fu però stravolta dall'invasione di numerosi popoli stranieri che si susseguirono e lottarono per la dominazione sui suoi territori: dapprima gli strulunghi che spezzarono per primi la pace del territorio, seguiti poi danesi e norvegesi. Queste due popolazioni  straniere saccheggiarono l'Islanda e provocarono profonde spaccature nel governo dell'isola a cui seguirono le dure lotte di potere che ebbero come solo risultato l'ascesa di un re norvegese sui territori Islandesi.
Le tre forti eruzioni del vulcano Hekla che si susseguirono nel corso del 1300 furono devastanti per la popolazione ed, in generale, per le terre del sud dell'isola che furono ulteriormente colpite dell'arrivo delle malattie che flagellarono il paese.
Alla dominazione norvegese seguì quella dei popoli danesi che, nel 1918, concesse la fondazione del Regno d'Islanda; il quale, se pure autonomo, rimase comunque in diretto collegamento con lo stato straniero.
La vera e propria indipendenza dell'Islanda, arrivò tuttavia dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, data che infatti coincide con la fondazione della Repubblica.